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Ingredienti di Digital Marketing per la Ristorazione

Non basta saper cucinare: anche i ristoranti devono fare Digital Marketing.

Strumenti e strategie per avvicinare il ristoratore a nuovi mondi di branding, promozione e vendita.

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Nicoletta Polliotto (musecomunicazione.it) e Luca Bove (luca.bo.ve.it) prendono il “toro per le corna” in questo libro: Ingredienti di Digital Marketing per la Ristorazione. Avendo un minimo di esperienza in questo settore, come ideatore e gestore del sito www.offertevacanzeinitalia.com e come Fotografo Certificato Google per effettuare i rilievi fotografici da utilizzare nelle pagine local delle attività, comprendo subito che l’impresa è notevole.



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Innanzitutto: chi è il ristoratore italiano?
Durante la mia esperienza lavorativa ho avuto modo di incontrare diverse tipologie di ristoratori. Vediamo il caso di quello più professionale che ha la cura maniacale di ogni aspetto, dagli ambienti al vettovagliamento, dall'impianto cucina con gli spazi giusti per la lavorazione dei piatti alla cucina vera e propria, dalla preparazione dei piatti tradizionali alla “creazione” di nuovi abbinamenti dei gusti, per finire alla presentazione della “portata”, il primo impatto con il cliente è decisivo per questo tipo di ristoratore.

Probabilmente in questi casi c’è anche attenzione all’immagine del Brand, magari affidata ad agenzie che curano i vari aspetti del marketing per il settore, primo tra tutti: la fotografia.

Mi pare un peccato grave quello di preparare piatti deliziosi, anche nell’aspetto, e non averne rispetto fotografandoli in modo inadeguato, divulgando immagini che danneggiano il prodotto, di conseguenza non si ottengono i risultati sperati.

Ma questo è un chiaro difetto di strategia e di comunicazione che bisogna correggere.


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Nicoletta Polliotto

Le domande che pongo a Nicoletta sono queste.

1. Durante il tuo percorso lavorativo e anche in relazione alle esperienze maturate per scrivere questo libro, in che stato hai trovato questo tipo di ristoratore italiano?

Buongiorno caro Rinaldo e bentrovati a tutti i tuoi lettori. Grazie per l’ospitalità e veniamo subito al dunque. Nel nostro libro partiamo dallo stato dell’arte della ristorazione italiana che, nonostante qualche segnale di ripresa nell'estate e i grandi eventi (leggi Expo 2015) versa in cattive condizioni.

Abbiamo analizzato i dati forniti da FIPE negli ultimi anni e chi ne risulta sconquassata è l’immagine della ristorazione Made in Italy (per non parlare della chiusura di molte attività e dei problemi occupazionali). Che cosa ne abbiamo dedotto? Che i ristoratori debbono smettere di ascoltare i canti di mille sirene e cominciare a studiare, aggiornarsi, innovare e crescere. Andare avanti, per recuperare e salvaguardare la tradizione culinaria d’eccellenza, con la tecnologia e la scoperta del digitale. Unica ancora di salvezza.
Per quanto riguarda la mia esperienza, devo confessare che incontro moltissimo interesse e disponibilità, ma alla prova dei fatti: siti web realizzati da Pagine Gialle, con lo stampino, Brand page su Facebook seguite dai nipoti quattordicenni, Account Twitter con un unico tweet che recita “Ciao, mondo!”, … quando ci sono.
Per farvi un’idea più approfondita, potete visitare la nostra Onepage (www. digitalmarketingristorazione.com) dedicata al libro, dove è possibile scaricare un estratto del nostro manuale… così per prendervi per la gola! 🙂

2. Ha adottato strategie di comunicazione valide in chiave web?

L’operatore di ristorazione italiano si sta rendendo conto che occorre fare qualcosa, per rinnovare le proprie strategie di vendita e promozione. Se ne rende conto ma è disorientato: parliamo di pizzerie, locali, osterie, trattorie, ma anche ristoranti di un certo livello.
Forse qualche eccezione la denotiamo nelle catene ristorative, magari in franchising, e in qualche progetto di street food. Per lo meno si rendono conto che devono raccontare una storia, curare l’immagine, processare la propria missione aziendale, individuando un’identità e lavorando sul branding. Probabilmente nasce dall’esigenza di gestire anche il packaging. Per il resto il web sembra un arcano per i nostri interlocutori.

Spezzo comunque una lancia in favore degli imprenditori dell’erogazione gastronomica: non ci sono ancora molte occasioni di discussioni, molte risorse online (a parte il mio blog CnR - Comunicazione nella Ristorazione) :), pochi sono gli eventi fieristici che aprono uno spazio al digitale, inesistenti i percorsi di formazione di digital marketing specifico. Pensa che questo nostro volume è il primo in Italia che si occupi di ristorazione digitale!

3. Comprende il valore dell’esposizione visuale, soprattutto su internet?

Il titolare di un locale di accoglienza ristorativa conosce l’importanza delle immagini fotografiche. Spesso espone cartelli anche all'esterno dei locali con i "menù illustrati”.

In ogni modo sottovaluta l’importanza della qualità e della professionalità che tali immagini devono possedere, proprio perché attraverso il loro essere al contempo descrittive ed evocative, esercitano un potere persuasivo elevatissimo sull'utenza.
Non parliamo del web, dove la fruizione così rapida delle info e l’aspettativa di immediatezza e intuitività è molto alta. L’immagine scatena reazioni sensoriali, proprio come l’esperienza del gusto che sta raccontando. Il cervello umano processa un’immagine 60.000 volte più rapidamente del testo. In un medium nel quale la velocità è un fattore rilevante, una buona immagine influirebbe in modo marcato. Uso il condizionale perché l’imprenditore da questo orecchio non ci sente molto!

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4. Utilizza la professionalità di un fotografo “food” per i suoi piatti?

Rinaldo, mi spiace deluderti, ma raramente il ristoratore comprende l’importanza di utilizzare un professionista esperto. Come per le Hotellerie, anche (e forse ancor di più) nel mondo del Food, l’expertise è fondamentale. Anche perché tu mi insegni che non si può essere tuttologi: io consiglio di utilizzare un esperto Food Photographer. Perché fotografare il cibo è faccenda delicata.
Ti faccio qualche esempio. Siamo riusciti a realizzare buoni strumenti di promozione e comunicazione web, laddove, soprattutto nel ristorante alberghiero, ci hanno approvato buoni reportage fotografici, come nel blog di Ristorante La Terrazza, come nel sito web di un hotel 3 stelle di Vieste - Hotel Palme Gemelle o addirittura in uno stabilimento balneare ligure, con Bistrot.
Nel nostro libro “Ingredienti di Digital Marketing per la Ristorazione” (questo è il link), parliamo di Visual Marketing e di immagini fotografiche sia nel capitolo dedicato alla creazione del sito web, sia in quello successivo in cui trattiamo i contenuti.

Luca: Qui aggiungo una cosa io. C’è anche il mondo di Google Street View Trusted, o meglio dei fotografi che possono offrire degli ottimi servizi fotografici da usare sul sito web, ma soprattutto al di fuori nel mondo delle Google Maps. Ma anche qui sono molto pochi i ristoratori che ne hanno usufruito.

5. E’ disponibile a “raccontare” i suoi piatti e se stesso?

Lo chef in modo particolare si è abituato sempre più a essere sotto i riflettori, complice il divismo talvolta esasperato che sta spettacolarizzando il suo ruolo professionale. Quindi si diffonde l’abitudine al racconto della sua storia, della sua visione culinaria e dei suoi piatti.
Tutto ciò non è un male in senso assoluto, anzi! Se solo lo chef e il ristoratore comprendessero che le antiche regole e le vecchie strategie devono solo essere attualizzate ed elaborate in chiave digitale e che per farlo c’è bisogno di aggiornarsi, di informarsi, di leggere libri (come il nostro manuale!) e in alcuni casi di affidarsi a professionisti qualificati per iniziare a spostarsi online... a maggior ragione ora, con la diffusione dei dispositivi Mobile e delle opportunità di localizzazione.
Deve rigenerarsi, creando una nuova figura: quella del Digital Chef!


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Luca Bove

Invece a Luca Bove voglio chiedere.

1. Quale percezione hanno i ristoratori del sito web o blog?

Lo vedono come una rottura di scatole, un fastidio da dover aggiornare una volta l’anno. Eppure è un "asset aziendale" importante, tutto il marketing online dovrebbe girare intorno al proprio sito.
Spesso sono siti obsoleti, con scarse informazioni, non ottimizzati per gli smartphone. E ricordo che nel mondo della ristorazione le persone usano principalmente gli smartphone per usufruire dei siti web!

Per non parlare di tutti quegli imprenditori che hanno solo la pagina Facebook. In questo caso chiedo:

  • ma cosa succederebbe se chiudesse?
  • se mettesse tutto a pagamento?
  • per quale motivo una società multinazionale e quotata in borsa dovrebbe fare gli interessi di un ristoratore o di chiunque altro?

2. Conoscono gli aspetti tecnici relativi al valore del “traffico” sulle pagine web?

No. Ma questo non è dovuto. Loro dovrebbero conoscere solo che è un fatto in genere positivo, se poi porta ad avere contatti con delle persone che diventeranno clienti.

3. Hanno compreso la grande potenzialità di una “local strategy” adeguata?

Nemmeno questo.. Quando ho iniziato a contattare i ristoratori mi sono reso conto della mancanza di consapevolezza che hanno verso questa metodologia. In generale non sono coscienti che un’adeguata Local Strategy porta anche più della metà del traffico verso il loro sito web. E’ fondamentale. E d’altra parte quando facemmo lo studio con Maurizio Ceravolo, "Lo stato del turismo italiano su Google My Business", abbiamo notato che solo un terzo dei ristoranti italiano avevano una scheda Google My Business rivendicata. Data l’importanza di questa tecnica per i ristoratori ne parlo approfonditamente sul libro.


4. Conoscono la differenza tra i vari social?

Poco, in genere seguono la moda del momento, senza avere una seria strategia complessiva. Aprono un account perché lo ha fatto il concorrente, ma senza convinzione. E non si rendono conto che i loro clienti sono proprio la sopra, pronti alle conversazioni. Un intero capitolo del libro è dedicato a questo aspetto con un sacco di contributi di esperti.

5. Hanno una formazione in merito?

In generale no, ma qualcosa si sta muovendo. Cominciano ad esserci un po’ di corsi strutturati in questo ambito.

Nicoletta: qui mi aggancio io. Esistono percorsi di formazione interessanti che noi abbiamo raccolto e brevemente illustrato nell'Appendice 1 del nostro manuale.
Sono tutti percorsi universitari o master post-universitari. A mio dire occorrerebbero corsi, magari organizzati da enti territoriali oppure dalle associazioni di categoria, per formare e aggiornare gli operatori, i ristoratori, i pizzaioli, i titolari di locali. Bisognerebbe parlare di nuove strategie di Restaurant Management, di Restaurant Revenue, di Menù Engineering, ma soprattutto formare una nuova cultura dell’impresa, che sposi digitale, tecnologia e innovazione.
Direi che io e Luca Bove ci offriamo per partecipare a percorsi di formazione sulle tematiche che abbiamo toccato nel libro! 🙂

6. Utilizzano i social media in modo autonomo o si affidano ad esperti/agenzie?

Qualcuno ne ha compreso l’utilità e lo gestisce in autonomia, ma è raro. Molti si fanno aiutare dal mitico “cuggino” e qualcuno ha dietro degli esperti con delle strategie strutturate. Ma in generale c’è ancora molto da fare per colmare questa asimmetria tra il cliente che usa massicciamente i social per parlare/cercare/recensire i posti dove mangia e i ristoratori che “subiscono passivamente”.

Nicoletta e Luca stanno dando preziose indicazioni per la ristorazione italiana. e non solo...


Ma la grande maggioranza dei ristoratori italiani legano le loro attività culinarie alla passione per la cucina, spesso derivante da tradizioni legate ai luoghi o familiari, devo dire per fortuna, perché molti di loro si esprimono alla grande, tant'è che la Cucina Italiana e la Dieta Mediterranea sono parte integrante del Made in Italy.
Proprio grazie a questi straordinari “Chef” di casa nostra siamo apprezzati da turisti e viaggiatori di tutto il mondo.

Infatti se parli di viaggi in Italia a uno straniero, ma anche a un italiano, tra le motivazioni c’è sempre la cucina, in qualsiasi regione vada.

E per questo tipo di ristoratore tante volte il “fai da te” è completo, anche nella comunicazione.

Racconto un aneddoto in merito.

Vado a far visita a un ristoratore in una nota località turistica della Calabria per proporgli di partecipare a una iniziativa di marketing territoriale tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie legate al mobile, gli spiego il tutto, lui mi fa parlare mentre continua a pulire una bella quantità di pesce fresco, dopo una ventina di minuti apre bocca, finalmente, e mi dice, testualmente: “No, io non credo in internet, le persone vengono qui grazie al passa parola, sono sempre pieno. Non mi interessa.

Bene, anzi male!..., perché non è finita, dopo qualche secondo aggiunge candidamente: “Comunque su TripAdvisor sono in sesta posizione!...”, a questo punto sono rimasto un po’ bloccato, li per li non ho saputo rispondere, ma in testa mi balenava questo: “E dove si trova TripAdvisor? Sulla montagna alle nostre spalle?”. Oppure: “Guardi che se vuole ci sono anche i segnali di fumo per attirare le persone?...


Dopo la simpatica parentesi, una domanda secca a Nicoletta e una domanda secca a Luca.

Nicoletta: questo libro aiuterà il ristoratore italiano a comprendere la validità della comunicazione online?

Certamente otterrà una visione panoramica sulle strategie e gli strumenti per comunicare online, ma non solo. Volutamente nel titolo parliamo di Digital Marketing che supera, se vogliamo, il limite del web e si allarga a nuove soluzioni, rinnovati dispositivi, si espande immaginando gli utilizzi della tecnologia in cucina e in sala, in un panorama di promozione e comunicazione in cui le tecniche online e offline risultano ormai integrate.

Il nostro editore Enrico, della Dario Flaccovio Editore, ci ha sostenuto molto credendo in noi, professionisti fantastici ci hanno dato una mano per allargare la visuale della nostra analisi, dalla prefazione di Carlo Romito, presidente della Solidus, consorzio di associazioni di pregio dell'hotellerie e della ristorazione a Robi Veltroni, Mirco Moretti, Alessio Beltrami, Veronica Gentili, Cinzia Di Martino, Fabio Sutto, Sara Caminati, Valentina Lepore, Giulio Gargiullo e molti altri cari colleghi.
Coronano il libro interviste a TripAdvisor, Trivago, ReviePro, Asso Vegani, Associazione vegetariani Italiani, Groupon e molti altri.

Faccio un appello ai lettori: leggendo questo libro, disponete tutti gli ingredienti sul piano di lavoro. Noi li suggeriamo e ne indichiamo possibili percorsi di elaborazione e di … impiattamento. Create con i consigli e indicazioni teoriche e pragmatiche, il piatto perfetto: il progetto di digital marketing per comunicare, informare e vendere online.
Diventate Digital Chef!

Luca: in queste pagine il ristoratore può acquisire la consapevolezza che l’investimento in digital e local marketing può aprire la via a nuove opportunità con risorse di gran lunga inferiori al vecchio marketing?

Spero fortemente di si. Noi ce l’abbiamo messo tutta, citando studi, facendo vedere casi reali, ospitando interventi di altri esperti del settore e offrendo un sacco di possibili percorsi, da seguire per acquisire nuovi clienti.

Il nostro obiettivo è proprio quello di rendere consapevole l’imprenditore della ristorazione che il Digitale è una grossa opportunità e non una minaccia. Basta comprenderne i fondamentali, gli ingredienti appunto, e mixarli nel modo corretto secondo la propria personale ricetta.

E con questo chiudo la bellissima intervista a Nicoletta Polliotto e Luca Bove, di seguito ci sono i riferimenti per maggiori informazioni sui contenuti del libro e su come acquistarlo.



Scheda del Libro
TITOLO: Ingredienti di digital marketing per la ristorazione
AUTORI: Nicoletta Polliotto - Luca Bove
PREZZO: 35,00 euro
NUMERO PAGINE: 384
ISBN: 9788857905044
ISBN ebook: 9788857905051
LINK: Acquista Ingredienti di digital marketing per la ristorazione


 

 

 

 

Rinaldo Panucci
Social Media PMI at PromoVisual
Mi occupo di comunicazione aziendale attraverso l'uso delle nuove tecnologie, principalmente: social media e fotografia.
Fare pubblicità su internet con semplici strategie di web marketing per piccole e medie imprese, professionisti e altre attività commerciali.
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Rinaldo Panucci

Mi occupo di comunicazione aziendale attraverso l'uso delle nuove tecnologie, principalmente: social media e fotografia. Fare pubblicità su internet con semplici strategie di web marketing per piccole e medie imprese, professionisti e altre attività commerciali.

Il Tuo commento è molto gradito. Grazie.

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5 Comments

  • Nicoletta Polliotto

    Reply Reply 9 Ottobre 2015

    Grazie per l’intervista preziosa e per la tua disponibilità. Restiamo a disposizione di tutti i ristoratori o albergatori curiosi di avere ulteriori news e suggerimenti

    • Rinaldo Panucci

      Reply Reply 26 Ottobre 2015

      Una bella esperienza anche per me, Nicoletta. Aspetto in questi giorni che mi arrivi il volume per leggere e apprendere.
      Buon lavoro. Ciao.

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